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Hiking Casalborgone Casalborgone
bertugeo
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4/19/2017

Route creation date

7296321

Route ID

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Description

        <p>TAPPA 1</p>

<p>Si parte da Casalborgone per dedicarsi immediatamente alla visita del Leu, centro storico di Casalborgone.</p>

<p>Si prosegue poi su strada Mongallo in salita per raggiungere il crinale del Bosc Grand nei pressi della vasca dell’acquedotto. Salendo vi è la possibilità di visitare la cappella campestre di S. Siro (coeva del Vezzolano, Sec XII)</p>

<p>Raggiunta la cresta, il percorso dei Bosc Grand prosegue lungo il crinale su sterrata che dalla vasca acquedotto Smat diviene con fondo inghiaiato meglio tenuto e, superato il punto panoramico presso la vasca si dirige in falsopiano verso cascina Garrona (B&B), raggiungibile dopo circa 400 m (unica casa visibile sulla sinistra della pista, posta sotto una ripida parete, in corrispondenza di incrocio con la strada Val ferro che ridiscende rapidamente a Casalborgone a sinistra). Si prosegue dritti e in leggera salita proseguendo lungo un crinale molto panoramico tra coltivi e prati aridi (possibilità osservazione orchidee selvatiche in primavera), e dopo circa 300 m , dopo avere osservato di fronte a voi il Bric Scaletto, con una leggera svolta a sinistra si entra nel bosco di castagni querce e ornielli e inizia la discesa verso la Chiesetta di San Rocco, raggiunta dopo circa 600 metri su pista bianca.</p>

<p>La chiesetta, recentemente restaurata con adiacente piccolo rustico che si vorrebbe adibire a foresteria, è posta in corrispondenza di un incrocio stradale tra le SP 102d e SP 97 (trivio per Cinzano, Casalborgone, Gassino); essa è un piacevole punto di sosta sotto ad antichi ippocastani. Le origini della cappella campestre, manutenuta dagli abitanti della zona e dove si celebrano due messe all’anno in onore del Santo.  Risale al 1600 ed è dedicata al viandante San Rocco da Montpellier, cui sono dedicate molte cappelle in zona.</p>

<p>Dalla chiesetta di San Rocco si prosegue lungo la provinciale n° 97 verso Cinzano per circa 100 m tenendosi sul lato sinistro della carreggiata asfaltata. Si volge quindi a sinistra per Strada Caola che con un bel percorso ondulato su strada bianca tra i boschi porta dopo circa 900 m ad un bivio: occorre lasciare la traccia principale e svoltare a destra, scendendo ripidamente verso il fondo valle. Siamo entrati nella Provincia di Asti e nel territorio del piccolo comune di Berzano di San Pietro, visibile per un momento prima di cominciare a scendere. Dopo 200 m di discesa, si incontra nuovamente l&#39;asfalto, ci si tiene sempre a sinistra, sino ad arrivare alla Strada Provinciale n°16, che unisce Casalborgone a Berzano. A questo incrocio c’è un pilone votivo di mattone, conviene prendere la strada provinciale verso sinistra per 80 metri, superare cascina Bissolei  sotto e attraversare la strada per svoltare per la strada bianca che porta al ponticello del Rio di Berzano e la sovrastante cascina Bissolei superiore. Dopo circa 300 m, in corrispondenza del tornante a sinistra si volge invece a destra, per un sentiero in salita nel bosco, che in circa 500 metri ci porta sul crinale che permette di affacciarsi sulla valle Ochera. Si è quindi arrivati ad incrociare una piccola strada asfaltata che conduce, tenendo sempre la sinistra, in poche centinaia sino  alla bella chiesetta Romanica di San Giovanni, tra le piu’ antiche della zona (coeva all’abbazia di Vezzolano sec. XII): occorre risalire tenendosi a sinistra una rampa in asfalto malandato e passare di fronte alle Ca&#39; di Bari, senza entrare nel cortile, si prosegue sul viottolo che aggira la cascina, piega a sinistra davanti all’antico forno, poi si alza con un paio di svolte nel fitto bosco raggiungendo una sella sul crinale; si sale a sinistra arrivando subito sulla sommità del dosso su cui sorge la chiesa di San Giovanni (360 m, 10 min ar). Tornati al pilone presso la Ca’ di Bari, si segue la stradina asfaltata che va verso sud tenendosi poco sotto il costone boscoso e in breve si arriva al Cimitero ‘San Rocco’ di Berzano di San Pietro. La cappella in mattoni di San rocco è al suo interno, curiosamente duplicata da un identica cappella intonacata al suo fianco.</p>

<p>Si prosegue in piano, confluendo su una strada che sale a sinistra e, poco prima della confluenza della SP 102 da destra, si lascia l’asfalto salendo a sinistra sulla scarpata per continuare in un campo: si percorre la traccia al margine del campo ( con i coltivi a destra e il bosco a sinistra), poi il sentiero si porta sul panoramico costone e presso le prime case di Berzano si arriva a un bivio. Si va a destra sull’antica strada, ora un viottolo, che pianeggia nella boscaglia, fino a uscire sulla provinciale. Dopo un breve tratto asfaltato in discesa, all’esterno del tornante si ritrova un sentiero che poggia subito a destra e con una lieve salita torna sulla provinciale in vista della cappella della trinità. Proseguendo sempre diritto, superando la cappella e tenendosela alla spalle, si raggiunge il Ristorante Conrado. Superato il ristorante, sulla sinistra, c’è un piccola discesa che porta alla piazza municipale con la presenza di un piccolo bar. Attraversare la piazza e risalire da una stradina che passa attraverso l’ufficio postale e il Ristorante Sette Colli, che sarà poi alla vostra destra. Raggiunta la SP per Albugnano andate a sinistra per circa 200 m finché non troverete sulla vostra destra una ripida salita a fondo cementato. Con una piccola disgressione, dopo qualche metro troverete sulla sinistra un piccolo parco giochi e poco più in la l’Agriturismo Marinella. Andando sempre dritto, su per la salita, si arriva a piedi di una scalinata che porta all’ex Chiesa di San Pietro. Se è una bella giornata, dalla terrazza di San Pietro si gode di una panoramica spettacolare sugli Alpi.</p>

<p>Tenendosi San Pietro sulla destra bisogna scendere da una pista che costeggia un bellissimo prato di Girasoli ( in estate) e attraversa un rimboschimento di pino strobo, fino a quando si raggiunge un vecchio pilone  in mattoni.</p>

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<p>Tenendosi San Pietro sulla destra bisogna scendere da una pista che costeggia un bellissimo prato di Girasoli ( in estate) e attraversa un rimboschimento di pino strobo, fino a quando si raggiunge un vecchio pilone  in mattoni.</p>

<p>Si prosegue finché non ci ritrova a un bivio, lasciando a sinistra la ripida discesa e, passando poco a valle di una grande roverella, si prosegue quasi in piano, al margine tra i campi (a monte) e il bosco (a valle). Il viottolo si abbassa un poco in una bella conca, poi si tiene sulla destra dei pali che segnano l’orlo di una frana in atto, che ha già eroso la pista e alcuni vigneti. Poi si ritrova il viottolo che esce dalla conca e prosegue a mezza costa sul bosco, confluendo subito su uno sterrato. Lo si segue con un breve tratto pianeggiante lungo lo spartiacque principale della collina, arrivando a un bivio in un bel punto panoramico da cui appaiono le colline del Monferrato. Si  prosegue  in piano e poi in discesa verso nord, sempre lungo il boscoso spartiacque; si lascia a destra una recente palazzina e su asfalto si  va verso Gonengo (vedere proseguimento tracciato principale).</p>

<p>Arrivando  al trivio che separa i tre Comuni di Aramengo, Berzano San Pietro e Albugnano, si imbocca a sinistra la discesa verso Gonengo attraverso rigogliosi boschi lungo la strada inizialmente sterrata. Si prosegue per 700 m. fino al santuario di S. Maria, importante testimonianza  della storia di Gonengo per il supposto miracolo avvenuto  nel 1666. Si continua la discesa prendendo il bivio a destra fino a Borgata Tana e proseguendo fino alla strada provinciale 458. Al suddetto trivio, in direzione sud si raggiungono con variante al percorso originale Albugnano,l&#39;Abbazia di Vezzolano e la SVC.</p>

<p>Si gira quindi a destra attraversando la borgata Gonengo lungo la strada provinciale che costeggia il Rio Freddo. Si ammira a sinistra la cappella di S. Rocco e si prosegue per circa 50 m., girando dopo il bar a sinistra, lungo una stretta strada asfaltata. Dopo pochi metri a destra si imbocca una strada sterrata che sale per circa 500 m. tra campi e boschi  verso Borgata Boi, che lasciamo sulla nostra destra.</p>

<p>Proseguiamo a sinistra sulla strada comunale verso Aramengo fino all&#39; incrocio caratterizzato da un pilone recentemente restaurato. Saliamo a destra fino al punto più alto del nostro percorso ( 403 m. ). Dai cascinali di Serra Alta si gode un panorama a 360 gradi che permette di  ammirare l’intera vallata.</p>

<p>Proseguendo diritto lungo  una strada campestre, si scende a Borgata Masio, primo insediamento storico di Aramengo con la preziosa pieve romanica di S. Giorgio. Da qui si ammira da una parte tutta la valle verso sud e dall&#39;altra l&#39;intero paese dolcemente adagiato su un anfiteatro naturale con la maestosa chiesa parrocchiale ed il suo altissimo campanile.</p>

<p>Si prende quindi la strada sterrata verso il concentrico e dopo circa un km si entra nel paese ammirando la storica cappella di S. Anna, patrona di Aramengo. Si attraversa il paese per circa 350 m., costeggiando il muraglione di sostegno del sagrato della chiesa parrocchiale di S. Antonio e, proseguendo verso la piazza municipale, si arriva al bivio del sentiero che scende a sinistra verso il “Ciuchet” ( v.mappa dei sentieri affissa all’angolo ).</p>

<p>scendiamo attraverso foltissimi boschi di querce fino al fondo valle, dove preesisteva una antica fonte sorgiva : dopo aver attraversato il piccolo ponte sul Rio Mainìa, scegliamo uno dei tre sentieri segnalati che da lì salgono verso le cime delle colline circostanti. Lasciamo alla nostra sinistra il sentiero verso Ausano e alla nostra destra quello verso Cocconato. Proseguiamo per circa 1 km lungo quello centrale che costeggia la vecchia cascina Masogno in rovina, arriva al confine con il Comune di Tonengo.</p>

<p>Da cascina Masogno ,sempre su strada sterrata, si prosegue in salita in mezzo al bosco. Giunti in prossimità del crinale il pendio si addolcisce e la vista si apre su di una zona molto caratteristica circondata da vigneti. Qui si prende una deviazione sulla destra in direzione di frazione “agli Ottini” (sentiero 207 Moransengo) su di una bella strada a mezza costa tra prati e frammenti boscati.</p>

<p>Giunti in prossimità della frazione la strada diventa asfaltata. SI attraversa la frazione senza prendere nessuna deviazione  salendo per la strada asfaltata che porta alla provinciale (SP18)all’altezza della chiesa di San Michele ben visibile di fronte.</p>

<p>Attraversata la Provinciale si raggiunge la bella chiesa romanica per cui vale la pena una sosta per apprezzarne a pieno la bellezza. Da qui si si prosegue sempre sul sentiero per Moransengo per circa 800 metri dove si lasciano le indicazioni per Moransengo (bivio a destra) per proseguire dritto fino alla provinciale (SP103 per Moransengo) in corrispondenza del bivio per Cavagnolo. Si svolta quindi a sinistra in direzione dell’abitato di Tonengo. Si prosegue per circa 1 km su di una strada che pur essendo una provinciale è molto gradevole da percorre a piedi anche perché a bassissima frequentazione e attorniata da boschetti e prati. Si passa il bivio per l’antica cascina Moia da cui prende il nome il conosciutissimo ristorante di Tonengo. Si prosegue oltre il suddetto bivio per altri 400 metri fino a raggiungere la provinciale (SP18) nei pressi dell’abitato di Tonengo. Attraversata la strada a pochi metri sulla sinistra inizia una strada secondaria asfaltata che scende rapidamente verso valle. Percorse alcune centinaia di metri sulla destra si avvia in piano una strada sterrata. Si imbocca la suddetta e si prosegue  parallelamente all’abitato di Tonengo visibile in alto a destra. La strada si addentra a mezza costa tra qualche saliscendi nel bosco.  Spuntati di nuovo tra i prati si svolta nettamente a destra e si risale per una ripida salita che nell’ultimo tratto diventa asfaltata  per poi raggiungere la provinciale all’estremo opposto del paese.</p>

<p>Da qui si prosegue risalendo la provinciale per Lauriano per circa 200 metri e poi si svolta a sinistra in direzione di Casalborgone e borgata Pareglio.  Dopo un centinaio di metri sulla destra si trova l’indicazione per Pareglio e la si segue. La strada prosegue in direzione della borgata in un tratto in piano fino alla residenza per anziani anni azzurri e poi inizia un tratto in discesa. Si raggiunge un bel punto panoramico. Di fronte una bella vista su Piazzo e le sue borgate, sulla sinistra le colline boscose che dal Cappello del Prete, sotto cui si spande il Bosco della comunità di Piazzo,  scendono fino a Moriondo (frazione di San Sebastiano da Po) e dietro in lontananza Superga . Ancora più distanti  le Alpi ben visibili specie nelle giornate limpide.</p>

<p>Al fondo della strada comunale che attraversa l’abitato di  Pareglio si imbocca una strada sterrata sulla destra. Questa  porta in pochi passi, dopo uno stretto tornante,  alla strada vicinale di Campiano  che si diparte alla destra della precedente strada.  Si inizia a scendere dolcemente il pendio che porta verso il fondo valle del Rio Valle. Dopo un primo tratto in mezzo a prati ci si addentra in un’area boscata per poi riemergere in una grande area aperta semi pianeggiante. Questi prati erano un tempo coltivati oggi, a causa anche dell’elevato frazionamento dei fondi che non ne permette un uso razionale risulta sottoutilizzata e in via di inselvatichimento. Nell’ultimo tratto di strada si passa in mezzo a pioppeti per poi emergere al fondo alla Valle del rio Valle dove si trovano ancora alcuni seminativi</p>

<p>Si gira a destra sulla strada principale che porta su a Piazzo e che presto diventa asfaltata. Dopo una curva a sinistra (la seconda curva dall’inizio della salita) si imbocca una ripida stradina sterrata a sinistra che taglia i tornanti  passando per il bosco. In pochi minuti si raggiunge la borgata castello di Piazzo.</p>

<p>Si svolta a destra e poi di nuovo a sinistra nella via che aggira l’altura su cui un tempo sorgeva l’antico ricetto di Piazzo.</p>

<p>Proseguendo per circa duecento metri si arriva finalmente in vista della piazza comune antico ove termina la tappa 1.</p>

<p>In variante al tratto principale, è possibile raggiungere Berzano San Pietro per un percorso più corto, ma meno appagante soprattutto dal punto di vista culturale.</p>

<p>Si cammina in direzione sud verso Berzano San Pietro su strada provinciale: all&#39;altezza di Strada Baudina si svolta a sinistra e la si segue, dapprima in piano e poi in salita. La strada diventa poi sterrata; la si percorre su percorso di cresta fino a raggiungere C.na Baudina. Ora la strada ritorna asfalta e con una serie di saliscendi si raggiunge la località di San Giovanni ove si rientra sul percorso principale.</p>

<p>Variante Albugnano. </p>

<p>Al bivio  con il percorso 160-161 in località Collina Magra  si gira a destra proseguendo su strada sterrata. In discesa con alla destra vigneti abbandonati dopo 100 mt circa seguire il sentiero sulla destra, esso è costeggiato da alberi di rovere e cerri e prosegue in curva a destra per 50mt, e poi sempre in discesa per circa 80mt , si arriva allora ad un bivio con indicazione del sentiero 8 (provincia di Asti). Seguire il percorso sulla destra fino a costeggiare una casa che sul cancello porta il numero civico 84. Proseguire sempre costeggiando il muro di detta casa, sulla destra in calcestruzzo, fino al n° civico 83. Seguire la strada sterrata che sulla destra costeggia delle vigne (in basso con dislivello di 40mt) e sinistra costeggia una siepe di rosmarino lunga 80mt; poi la strada si affaccia su un ampio territorio fr a vigne e campi dove si può godere un bellissimo panorama. Si osserva sulla sinistra la valle Frascherina e le case del comune di Toneng, Boi, Borgata Perello, Borgata Madonna Nera, e in altura il borgo Masio con la chiesa romanica di San Giorgio.</p>

<p>Sempre in altura, ma guardando di fronte si vede la cascina lunga e bianca di Marmorito, mentre portando lo sguardo a ore 10, si scorge in lontananza il campanile della chiesa di Cocconato.</p>

<p>Proseguendo di altri 50mt, sulla destra troviamo la cascina Panseglio (agriturismo). Proseguendo il percorso si procede in discesa su una strada sterrata fino al bivio per cascina Striglia, che si scorge a 50 mt sulla sinistra, si prosegue sempre sulla strada bianca che ora si fa più sconnessa per un tratto di 70mt e si giunge camminando fra vigneti a cascina Bertacca; passando sul retro della cascina appena superata l’immobile, si prosegue svoltando a destra sulla strada sempre sterrata e in discesa per altri 80 mt. A questo punto la strada svolta a sinistra davanti al pilone votivo di San Grato e prosegue fra alberi in discesa ma con pendio più dolce fino al ponticello di Rio Rocca Vecchia; si prosegue ancora per altri 90mt e si giunge all’incrocio con la strada provinciale di Campolungo.</p>

<p>Si prosegue su strada asfaltata in direzione circa Sud Est, dapprima in ambito di fondovalle o poi si risale il versante con due tornandi particolarmente ripidi (spesso ghiacciati in inverno) fino a loc. C.na Luca Vallana</p>

<p>Appena oltre Cna Panseglio è possibile raggiungere il concentrico di Albugnano e da qui l&#39;Abbazia di Vezzolano sfruttando un sentiero che si distacca dal tracciato della variante 1B circa a quota 295m in corrispondenza di una netta curca verso sinistra.</p>

<p>Il tracciato si inerbica sul versante per sbucare sulla strada provinciale che sale da Campolungo Sant&#39;Emiliano quasi nell&#39;abitato di Albugnano.</p>

<p>Raggiunto Albugnano, si prosegue in discesa versa l&#39;Abbazia di Vezzolano passando per l&#39;area picnic e l&#39;area comunale di futura infrastrutturazione.</p>

<p>In poco tempo si riagguinge l&#39;Abbazia di Vezzolano percorrendo un tratto della Superga-Vezzolano-Crea</p>

<p>TAPPA 2.</p>

<p>Lasciata la piazza alle nostre spalle si svolta immediatamente a sinistra per scendere da  una ripida discesa fino al bivio della madonnina dove sorge la chiesetta dell’immacolata concezione.</p>

<p>Girando attorno alla chiesa e attraversata la strada si raggiunge l’imbocco della vecchia strada comunale sterrata che scende trasversalmente ad un ampio pianoro. Dopo una serie di prati alternati da piccole aree boscate si raggiunge la provinciale.  Si svolta a sinistra per percorre  in discesa 50 metri di provinciale quindi si  svolta a destra  in una stradina secondaria che porta ad una casa isolata alla cui destra si trova l’inizio del tratto di sentiero detto “del Postino”.</p>

<p>Si percorre questo bel tratto boscato fino a raggiungere nuovamente la provinciale in corrispondenza di un grosso caseggiato. Si  svolta a destra e si percorre la provinciale per 200 metri  fin all’altezza del bivio per Monteu di fronte al quale si prende  una piccola stradina sulla sinistra che corre parallela alla provinciale per un centinaio di metri.  Si giunge ad un piccolo arco, ultimo ricordo di un’antica cascina. Si svolta quindi a sinistra in via Bodana fino a raggiungere il fondo di via Matteotti , la via principale di Lauriano che parte dalla chiesa e raggiunge il palazzo dei conti Morra. Ci si lascia alle spalle l’antico palazzo dal fascino decadente per percorre la via fino alla piazza principale (Piazza Risorgimento). Si svolta a sinistra e si raggiunge un piccolo ponte sul rio Grande . La strada incomincia a salire. Sulla sinistra le ultime case di Lauriano sulla destra i piedi della collina del Romitorio. Giunti  dopo poche centinaia di metri al termine della salita si prende un sentiero sulla destra che sale verso il romitorio. Dopo una repentina svolta a destra ed alcuni tornanti si raggiunge un bivio. Entrambe le strade in realtà portano al romitorio ricongiungendosi poco più avanti ma l’alternativa di sinistra si rivela più indicata nei periodi più piovosi quando la strada è molto fangosa. Nell’ultimo tratto prima di giungere al Romitorio si può osservare sulla destra un muro di pietra a secco probabilmente costruito con le pietre del “castlas” il castello ormai  distrutto che un tempo sorgeva in cima alla collina e di cui si trovano gli ultimi resti nella vicina boscaglia.</p>

<p>Provenendo dal Romitorio di Lauriano, si arriva in frazione Moriondo (via Breuss) nel Comune di San Sebastiano da Po, attraversato il centro abitato, proseguendo su via Breuss e percorrendo un sentiero (sentiero 155) in mezzo al bosco si arriva all’Oasi degli Animali, un parco faunistico aperto al pubblico. Finito il sentiero, al bivio in corrispondenza di un dorso si svolta a destra imboccando via Nobiei in discesa. Dopo circa 2 km. si arriva sulla S.S. 458 e svoltando a destra in direzione Chivasso, percorsi circa 10 m,, si svolta a sinistra in via Rigonda (la segnaletica indica la Fraz. Villa di San Sebastiano da Po). Dopo pochi passi sulla strada asfaltata guardando verso l’alto si nota il campanile della Frazione Villa. Si prosegue sempre dritto lungo la strada asfaltata, camminando in salita, dopo una serie di tornanti in cima alla salita si nota “il Pusas”, mantenendo la sinistra si arriva in piazza Vecchio Municipio dove si nota sulla destra la sede del Vecchio Municipio e la Chiesa, riplasmata come il Castello nella metà del 1700 da Bernardo Vittone.  Proseguendo lungo la strada, si passa davanti al “Beuby”, una vasca che una volta veniva utilizzata per abbeverare e lavare i cavalli. Procedendo sempre dritti  in direzione della Confraternità (sulla facciata bianca vi è la scritta “Ave Mariae”) si scende per via Valpiana. Si cammina mantenendo la sinistra al primo incrocio, al secondo incrocio si sale girando a destra (direzione Castagneto Po), percorrendo tutta via Natta. Al fondo di via Natta, si gira a destra (direzione Castagneto Po) e si percorre la strada sterrata che unisce la parte alta di San Sebastiano da Po a Castagneto Po. Si prosegue sempre dritto lungo la strada sterrata passando in mezzo ad un bosco che offre scorci di panorama memorabili. Lungo il cammino la strada torna ad essere asfaltata, ma sempre stretta e poco trafficata, la si percorre fino alla fine sbucando in via Coste a Castagneto Po.</p>

<p>Transitando di fronte a cascina Barone, si prosegue su strada Coste fino a località Nespolina. Volendo, poco dopo cascina Barone, si può fare una deviazione per visitare la Chiesa di San Genesio attravreso la variante (cartello segnalatore previsto in loco). Svoltando a sinistra, dopo circa 80 metri si svolta a destra in via Chiovino. Si prende la prima a destra, via Asti, la si percorre interamente, sino ad incrociare via Cuneo. Proseguendo dritto, si imbocca la strada del bosco del Vaj. Dopo qualche saliscendi si passa a fianco di cascina Rivera; sempre con percorso ondulato si raggiunge dopo circa un chilometro l&#39;ingresso della Riserva del Bosco del Vaj.</p>

<p>La strada in lieve salita si inoltra nel bosco; notevoli esemplari di alberi di alto fusto (faggi, roveri e castagni) caratterizzano questo versante della Riserva. A nord, tra la vegetazione, si può scorgere l&#39;abitato di Castagneto Po sul crinale opposto.</p>

<p>Trascurati a sinistra alcuni bivi (il secondo dei quali merita tuttavia una digressione, in quanto, poco dopo una panca di legno, si raggiunge dopo un centinaio di metri l&#39;impressionante frana conosciuta come "roca &#39;d caval" ), seguendo sempre la strada principale, si raggiunge la localita " &#39;l Roc" (incrocio con 107 - fontana di acqua potabile), dove si piega ad ovest, lasciando a sinistra la strada per cascina Grassone e Chiappini Alti (Casalborgone) e a destra il sentiero per il Bric del Vaj.</p>

<p>La strada, prima pianeggiante, sale ancora tra prati e vigne (a valle) e il bosco (a monte), per poi scendere a borgata Soliti; dopo le abitazioni, svoltando a destra, con qualche centinaio di metri di salita, si incontro la strada che arriva dalla località "tre termu" (punto di confine tra i comuni di Castagneto, Rivalba e San Raffaele); proprio al bivio in cima alla salita vi è la chiesetta dedicata a Sant&#39;Antonio Abate.</p>

<p>Svoltando a sinistra, si incontra dopo circa 300 metri l&#39;ingresso del Bosc Grand, in località Tre Termini</p>

<p>Il successivo tratto si snoda sempre in quota, sovente in cresta, prevalentemente tra boschi e rappresenta il Trait d’union fra buona parte dei percorsi sentieristici che si affacciano sulla pianura torinese settentrionale e l’astigiano. Impegnativo ma affascinante, collega Castagneto e i sentieri del nord astigiano intersecando in diversi punti i sentieri provenienti da Rivalba e, naturalmente, da Casalborgone.</p>

<p>Da loc. Tre Termini, lasciando alle spalle il territorio castagnetese, ed entrando nei Bosc Grand (sentiero 126) e lungo una pista su versante esposto a nord si risale progressivamente in mezzo al bosco, incontrando localmente punti panoramici che offrono una panoramica verso il Bosco del Vaj e, piu’ oltre,  aprono lo sguardo sulla pianura vercellese. Giunti all’intersezione di Buchet du Ciap, si tiene il sentiero a sinistra che si snoda mantenendo la quota tra castagni e querce, per circa 1000 m, sempre su versante esposto a nord (possibile fango); attraversati due impluvi di ruscelli si raggiunge il sentiero  che scende alla cascina Cravero (ex  agriturismo Ro Verda) e poi permette di raggiungere Casalborgone in poco più di un’ora (sentiero 127). Al bivio invece, si deve tenere la destra e, risalendo la pista in poco piu’ di cento metri, si raggiunge la famosa Rul Verda (Quercus Crenata), ibrido di Cerro Sughera dal portamento imponente, visibile dalla pista sterrata ad una ventina di metri, sulla sinistra per via della copertura vegetale sempreverde anche in inverno. Ne esistono solo tre esemplari in tutta la collina di Torino.</p>

<p>Proseguendo in salita, tra roveri, la pista si biforca a sinistra, seguendo un percorso a mezza costa pianeggiante, oppure in alternativa risale in cima al Pian del Peis (anticamente qui veniva pesato il legname) dove è possibile una variante superiore sul crinale che si affaccia sulla Cascina Scarassa (Rivalba) anch’esso in direzione Sud Est.</p>

<p>Se si utilizza la prima soluzione si attraverserà un bosco in parte degradato da ex piste motoristiche (sentiero 126) che raggiunge i ruderi di C.na Fornarella (poco visibili a monte del sentiero) dopo circa 500 m dalla deviazione. Si prosegue sempre in falsopiano verso l’intersezione con il sentiero di cresta sino a intersecarlo dopo ulteriori 500 m in loc. Sieis (quota 46 m) in corrispondenza di un affioramento di sabbioni talora con blocchi di roccia arrotondati.</p>

<p>Da questo punto i due sentieri si uniscono per correre in cresta, o quasi, verso il Bric del Cerro, raggiungibile in circa 300 m dopo avere costeggiato sulla destra un piantamento di quercia rossa. Si prosegue tra ripe ripide di arenaria di colore verdolino arancio  superati i quali la pista spiana tra le querce raggiungendo in leggera discesa un punto di possibile deviazione verso una curiosita: il sentierino segnalato da una palina , innestandosi a destra con attacco in leggera breve salita,  dirige in un centinaio di metri, con percorso tortuoso, ai Crutin del Cerro (ex ricovero di ovini e già rifugio di briganti e partigiani scavato nell’arenaria, non consigliabile entrare per rischio caduta blocchi).</p>

<p>Tornati sulla pista principale, si prosegue in leggero falsopiano sul crinale che permette vedute mozzafiato che spaziano verso sud con Superga e la collina di Torino oppure a nord verso Casalborgone e San Sebastiano da Po, sino a raggiungere la vasca Acquedotto Smat all’intersezione a sinistra si ritrova il percorso 124 per Cascina Palazzo (sterrato 15 min) e poi Casalborgone (asfalto, 40 min) rientrando al punto di partenza</p>

<p>Variante San Genesio. Si scende a destra nel bosco per una carrareccia, tralasciando un paio di bivi che si inoltrano nel bosco, si prende a destra un sentiero che scende, lo si percorre per qualche centinaio di metri sino a raggiungere un&#39;altra carrareccia:  la si imbocca verso sinistra e attraversato il rio (rio San Genesio) dopo circa 500 metri si giunge nella piazza Arturo Ceriana dove sorge la Chiesa di San Genesio. Dalla piazza si risale per un centinaio di metri via F. Viano per imboccare una stradina sulla sinistra che tra terreni incolti e boschi giunge a località Nespolina. Di qui ci si trova nuovamente sul tracciato precedente</p>

<p>Variante Partenza da Baraccone. </p>

<p>Dalla loc. Baraccone si sale verso Castagneto lungo Via Nusma.</p>

<p>La strada sale all&#39;interno del bosco con un percorso particolarmente ripido e su fondo asfaltato ma irregolare.</p>

<p>Raggiunto il crinale, particolarmente panoramico, si prosegue sempre su strada asfaltata fino a ricongiungersi con l&#39;itinerario originale nei pressi di loc. Vogliotti.</p>

      
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